RODOLFO DONI SI E' SPENTO, AVEVA PARLATO DEL LIBRO SUL PROCESSO A PERTINI


Rodolfo Doni
IL TESTO E' IN VENDITA PRESSO LE MAGGIORI LIBRERIE D'ITALIA
(IL CIRCOLO PERTINI HA REALIZZATO L'OPERA GRAZIE AL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE PERTINI, NON ESISTONO FINALITA' DI LUCRO PER LE ASSOCIAZIONI E NEPPURE PER GLI AUTORI)
12.10.2011. PURTROPPO DA POCHI GIORNI DONI CI HA LASCIATI PER SEMPRE, LASCIA UN GRANDE VUOTO IL GIORNALISTA E SCRITTORE CHE FONDO' IL PREMIO LETTERARIO ISOLA D'ELBA NEL 1962. ECCO COSA SCRISSE DI NOI.
Rodolfo Doni noto letterato, fondatore del Premio letterario isola d'Elba, giornalista e scrittore di fama, ha voluto recensire il libro che abbiamo dato alla luce da qualche mese. Ecco qua il suo scritto. Lo ringraziamo per la sua sensibilità e le parole di elogio.
Una vita di Sandro Pertini all'Elba
di Rodolfo Doni
L'evento più sorprendente, per chi non lo sa, che questo bel libro voluto dal giornalista-scrittore Stefano Bramanti, presidente all'Elba del Circolo culturale Sandro Pertini, è il rifiuto della grazia fatto dallo stesso Pertini nel 1933, grazia che sua madre aveva chiesto, sapendolo colto anche da tubercolosi, durante la sua prigionia pianosina in seguito alla condanna del tribunale speciale fascista.
Sandro Pertini, la cui fierezza di vero uomo tutti abbiamo conosciuto anche durante la sua Presidenza della Repubblica, si era straordinariamente rivelata allorquando la madre aveva chiesto le grazia per lui.
Stefano Bramanti, unitamente agli altri curatori del testo, Romano Figaia, Marcello Marinari, e una utilissima prefazione di Mario Almerighi, ricorda che nel 1929 Sandro Pertini era stato condannato dal Tribunale speciale fascista a dieci anni e nove mesi di reclusione, perché irriducibile antifascista ed era stato inviato a Pianosa – Elba, dopo altre destinazioni, il 13.11.1931. Scontata la pena fu trasferito a Ponza per un confino di 10 anni e ritrovò la libertà solo dopo la caduta di Mussolini nel 1943.
Bramanti riferisce e riporta nel libro la documentazione di tutte le angherie che Pertini subì, e, insieme, riporta integralmente, la lettera che, a quel punto l'avvocato socialista scrisse al presidente del Tribunale speciale.
Ad aver dato alla luce il libro, “Portoferraio, 1933. Processo a Sandro Pertini”, appena uscito, sono gli Editori Riuniti University Press. Ogni commento a questa nobile lettera di Pertini è superfluo e c'è semmai da sottolineare come Mussolini e i suoi, non capirono quanto la nobiltà italica si avvantaggiasse nell'avere tra i suoi cittadini, uno come Sandro Pertini recluso.
Belle, ripeto, sono anche le note che a questo punto si leggono sul libro.
Pertini, poi sarà uno dei deputati alla Costituzione e avrà molto contribuito alla Liberazione stessa, specie combattendo nella zona di Firenze, e, fu la sua voce, si legge nel libro, che alla radio il 25 aprile 1945, comunicò al popolo italiano la vittoria sul nazifascismo. Dopo la sua elezione a deputato costituente nel Psi, fu eletto pressoché all'unanimità, presidente della Camera dei deputati e infine, come tutti sanno, divenne Presidente della nostra Repubblica.
Il libro, presente nella maggiori librerie, contiene dunque la storia di un importantissimo periodo, oltre le vicende di Sandro Pertini processato a Portoferraio, e può servire oggi, sopratutto ai giovani, compresi quegli studenti della scuola Pascoli di Portoferraio che, come egli usava fare ogni lunedì, ricevette in visita il 9 aprile 1984 al Quirinale. Il ricordo di quella visita è ancora vivissimo all'Elba. Si tratta dunque di un libro prezioso che dovrebbe essere additato per la lettura a tutti, vecchi e giovani di oggi.(Rodolfo Doni)
Ultimo aggiornamento (Sabato 15 Ottobre 2011 05:13)


