ALLE DONNE

Care amiche, probabilmente mi pentiro' di avervi inviato questa lettera, non voglio farmi promotore di una catena di solidarieta' o di altro tipo.

Avevo deciso di mettermi al computer per inviarvi i miei piu' sinceri auguri in occasione di questa importante celebrazione, insieme agli auspici per farne un momento di rilancio per il riscatto della donna in una societa' che vuole mercificarla e sottometterla a logiche di sfruttamento.

Ma quello che mi e' successo oggi e' cosi presente nella mente e nel cuore, che non posso ignorarlo.

Giorni fa mi hanno chiesto di accompagnare all'ospedale di paese con il pick up una mamma in preda a coliche addomominali.

La mamma aveva in braccio una bambina, la chiameremo Piccolo Fiore, 4 mesi, cieca dalla nascita, un visetto da cinesina, sempre alla ricerca della provenienza dei suoni con un sorriso dolce, coinvolgente, in una realta' della quale non ha mai visto luce e colori.
Mi dicono che l'ospedale di paese ha diagnosticato un problema tumorale di difficile soluzione, in rapido progresso.
Rifiuto di crederci, mi dicono anche che con una spesa grossa , per loro, (2500 euro) si potrebbe tentare l'intervento.

Prima di muovermi in una qualche direzione, voglio una diagnosi piu' precisa ed autorevole e per questo , questa mattina , ho portato la bambina all'Hoverbrook Hospital di Chiangrai , ospedale cristiano di ottimo livello.

Speravo di sentirmi dire, ma no ! a Maesuai hanno preso una cantonata, si tratta di un problema batterico da curare con questi antibiotici...

Invece no ! I medici dell'hoverbrook Hospital hanno confermato la precedente diagnosi. Massa tumorale partita dal bulbo sinistro che gia' interessa il nervo ottico dalla nascita rendendola  completamente cieca.
A Chiangmai, a 160 km da Chiangrai, si puo' tentare un intervento con asportazione del bulbo oculare sinistro, questo non le rendera' la vista e non vi sono garanzie di arrestare il male, che comunque  procede rapidamente e presto, se non interviene l'imprevedibile, la portera' tra gli angeli del cielo.

La famiglia e' rassegnata, qua s'impara da bambini, la vita e' difficile, i genitori hanno altri 3 bambini , pur essendo molto giovani, il padre guida il camion ed alleva galli da combattimento, la madre non lavora per essere sempre vicina a Piccolo Fiore.

Vivono con molta dignita' in una casa Lahoo, una baracca di legno e bamboo, ma hanno bisogno, vorrebbero poter coprire Piccolo Fore di ogni attenzione  e tenerezza, ogni suo sorriso e' una vittoria contro il male che cova in lei e la vuol prendere.

Mi sono rassegnato, non e' un problema di soldi , non ha senso intervenire a queste condizioni, ho comprato alcune piccole cosr che la famiglia ha accettato per far sentire nuovi sapori alla bambina, che intanto sorride, non le manca la luce, non la conosce e purtroppo mai la conoscera', forse...

Spero che in seguito non conosca il dolore ma non mi faccio grosse illusioni.

Torniamo alla celebrazione, non alla festa, "Piccolo Fiore", un progetto di donna che forse restera' tale e', per me, rappresentativo di questo 8 marzo, vi chiedo di dedicarle un pensiero affettuoso, lo merita.

Se poi qualcuna di voi , assolutamente senza impegno, volesse tradurre in un gesto piu' concreto questo suo affettuoso pensiero, lo faccia avvalendosi di me o direttamente alla famiglia, se preferisce, sono a disposizione.

Scusate, ma non potevo farne a meno, lo so, qualunque cosa si faccia sara' una goccia nel mare, di situazioni come queste ne e' ,purtroppo , pieno il mondo, ma e' pur vero che il mare e' fatto di gocce.

Vi auguro un sereno e significativo 8 MARZO 

Massimo Puccini

 
PER CONTATTARE MASSIMO, EX DOCENTE DI MATEMATICA AL LICEO CLASSICO FORESI, SCRIVERE  A
 

Ultimo aggiornamento (Martedì 08 Marzo 2011 09:09)