![]() |
|
|||
|
sabato 04 settembre 2010
Controcopertina-BOSI: Ecco chi vuole la piccola Elba, salta il Porto di Rio Marina?
da elbareport
![]() Mi sono imposto il silenzio, per tutto il mese di Agosto, per ascoltare le reazioni al mio libro “Una certa idea dell’Elba”. Ormai siamo a Settembre e vale la pena dare qualche risposta ai tanti commenti che vi sono stati e che mi aspettavo. Ho una grande considerazione per il ruolo dei Sindaci perché – a differenza dei commentatori di qualunque tipo – si assumono la diretta responsabilità degli atti di governo. Ecco perché li ringrazio per i loro interventi, anche quelli in dissenso con ciò che ho voluto dire. Semmai mi meravigliano i silenzi di alcuni rispetto ad un dibattito sul futuro dell’Elba,che è comunque salutare in un momento così delicato e cruciale che può preludere ad un declino, forse irreversibile. Condivido quasi tutte le 8 o 9 idee del Sindaco Peria, mentre trovo un po’ meno incidenti quelle di Alessi. Tuttavia entrambi glissano, volutamente o no, sul problema dei problemi. Mi riferisco alle questioni di un’economia di scala che non regge più con gli attuali numeri dei residenti. La crisi incombe e – non nascondiamocelo – servono iniziative straordinarie. Ecco perché credo si debba aprire una vertenza Elba, con i livelli di Governo Regionale e Nazionale, che affronti i nodi cruciali di una crisi che chiede decisioni e risposte forti. E’ in gioco l’avvenire di tanti giovani che reclamano un futuro sulla propria terra a dispetto di quanti difendono un modello di piccola Elba per soli pensionati e vacanzieri pretenziosi. Il problema sta proprio nel definire il modello di sviluppo che vogliamo per la terza isola d’Italia uscendo dalle incertezze e le non decisioni. Domando a Peria: per quale motivo l’Elba, che nei mesi estivi riesce ad ospitare, in contemporanea, quasi 250 mila persone, non potrebbe avere più residenti per 12 mesi l’anno? Si replica che mancano i depuratori, l’acqua, lo smaltimento moderno ed efficiente dei rifiuti, una nuova viabilità. Ebbene non sono forse questi motivi validi per aprire una sacrosanta vertenza? Ai colleghi Peria ed Alessi, entrambi super interessati al problema, rivelo in anteprima che sto seriamente valutando di rinunciare al porto Commerciale di Rio Marina e quindi ai traghetti. Proprio così. Non posso essere l’unico a credere in questa infrastruttura di cui Rio Marina non è certo l’unica beneficiaria. Sono passati anni di studi, progetti, protocolli d’intesa, documenti programmatici fino all’ accordo per il finanziamento dell’opera da parte del Ministero delle Infrastrutture. Con stupore leggo oggi le “osservazioni” della Regione che parlano, a proposito del Porto in questione, di “insostenibilità ambientale per l’eccessiva quantità di inerti necessaria all’esecuzione della diga foranea ed annessi”. Sic! Ed inoltre “la strategia globale della portualità non può prescindere …. dalle esigenze infrastrutturali di rete stradale anch’essa di tipo globale”. Tradotto in soldoni l’opera non s’ha da fare. Il teorema è quello che nuovi porti non sono sostenibili? poiché nessuno costruirà una nuova rete viaria, ecco… la piccola Elba. Quando dopo Porto Azzurro anche Rio Marina chiuderà i battenti si approderà solo a Portoferraio. Allora i problemi della viabilità si dissolveranno d’incanto? Perché non sono valse queste osservazioni ostative anche per il potenziamento degli altri porti? Se non vogliamo peccare d’ingenuità ammettiamo che sta prevalendo la linea del non far niente ovvero di meno turisti all’Elba, mentre quadruplica la costa livornese in posti barca, residenze e alberghi. Ritorna il detto che tutti sono uguali, ma ci sono quelli più uguali degli altri. Insomma, non nascondiamoci dietro ad un dito, la linea politica per fare sistema non è neutra come non sono neutre le polemiche sulle seconde case ( i sindaci sanno bene cosa succederebbe se non ci fossero, non solo per i bilanci, ma anche per i cittadini), sui poteri dei Comuni, sulle ricette istituzionali. Mi permetto di consigliare a Peria ed Alessi un momento in più di riflessione. Anche per il bene del loro schieramento politico che sarà presto chiamato a rendere conto del loro operato per l’Elba. Non accade tutti i giorni di vincere, com’è accaduto a Portoferraio, perché gli avversari si dividono. Possibile che il centro-sinistra si trovi sempre dall’altra parte rispetto a chi vuol lavorare per l’Elba e per gli elbani? Il caso Fragai insegna, così come il fallimento dell’Unione dei Comuni. Ci pensi bene chi vuol scegliere la scorciatoia del referendum per il Comune Unico perché l’elettorato elbano sarà pur distratto, ma non è stupido. Francesco Bosi
|
||||
da elbareport
Riflessioni sul libro di Bosi (di Danilo Alessi)

Ho letto con attenzione il libro “Una certa idea dell’Elba”, del sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi e a questo proposito devo dire che con lui innanzitutto condivido l’idea di un progetto unitario per risolvere i problemi dell’Isola d’Elba. Da anni mi batto per questo obiettivo. Riguardo all’analisi socioeconomica di Bosi in linea generale posso essere d’accordo, così come sulle questioni dei rifiuti, delle energie rinnovabili e della depurazione della acque.
Però devo dire che nel complesso l’immagine della crisi dell’Elba che Bosi tratteggia nel suo libro mi pare non contestualizzata, come se la crisi fosse solo un problema elbano e non fosse invece la conseguenza di una crisi più complessa su scala nazionale! Nel libro emerge poi anche una eccessiva autoreferenzialità e una visione fortemente municipalistica così forte, che si rivela anche in alcune appropriazioni dei luoghi di origine di alcuni dei più grandi personaggi elbani, come Ilario Zambelli e Oreste del Buono.
Quello che però mi sfugge della posizione di Bosi è come faccia a esortare gli elbani verso un progetto unitario comprensoriale, se poi nei fatti lui stesso e il suo Comune sono stati assenti ai tavoli di concertazione più importanti, dicendo “no” alle gestioni associate, al piano strutturale comprensoriale e al comune unico. Nel libro inoltre non c’è nemmeno una visione unitaria del versante minerario, perchè facendo riferimento al potenziamento del porto, alla valorizzazione del patrimonio demaniale e ad un quadro di infrastrutture e servizi, non solo non c’è nessun richiamo ai rapporti con gli altri comuni del versante ma oltretutto gli altri comuni neppure sono stati coinvolti su tali scelte, e mi riferisco in particolare a Rio Elba, che più di altri, per contiguità territoriale, subirà gli effetti di tali profonde trasformazioni.
Inoltre nel libro trovo anche preoccupante la tesi che emerge di complotti ai danni dell’Elba, ordita da vari attori: la sinistra rosso-verde, lo pseudo ambientalismo, la Regione, i sindaci servitori, l’elite imprenditoriale e certi poteri forti non chiaramente definiti. Ho notato però come stranamente in mezzo a tutti questi “nemici” Bosi eviti accuratamente di citare il governo, il potere statale- di cui egli per anni ha fatto parte e che anche attualmente lo vede impegnato, adesso come parlamentare- che con le nuove manovre finanziarie toglie sempre più poteri ai comuni e penalizza le isole con le decisioni di eliminare alcune agevolazioni o con la riduzione di servizi essenziali come le Poste, il Catasto, il Tribunale, la Scuola.
L’operazione che Bosi ha fatto nel suo libro mi pare soprattutto un appello al vittimismo , anzichè un modo per risvegliare l’orgoglio elbano. Si tratta però di un vittimismo dannoso che spesso alimenta le nostre divisioni e le nostre difficoltà progettuali. Io sono il primo a sostenere che occorre chiedere alla Regione più attenzione e sensibilità verso i nostri problemi, ma mi pare assurdo ed eccessivo ritenerla ostile all’Elba e agli elbani e addirittura causa dei nostri mali.
Bosi propone anche di raddoppiare la popolazione elbana ma come si può immaginare un’Elba con 60 mila persone? Già ci troviamo in difficoltà per vari servizi nella differenza fra l’inverno e l’estate, un’operazione di tale tipo stravolgerebbe completamente anche tutta la fisionomia della nostra isola e questo significherebbe davvero riversare una quantità assurda di cemento.
Dato che l’economia dell’Elba è principalmente il turismo dobbiamo partire proprio da qui per creare condizioni di lavoro più stabile e diffuso attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, collegamenti più efficienti e meno costosi, il recupero e il rivitalizzazione dei centri storici, un’agricoltura di qualità, politiche della formazione e dell’accoglienza, investimenti nei servizi e nelle infrastrutture, attività produttive complementari e collegate all’industria turistica
Io credo che invece sia il momento di fare meno proclami e di chiedere invece ai nostri parlamentari, a cominciare da Bosi, di attivarsi per l’approvazione della proposta di legge sulle isole minori. E alla Regione si può chiedere di istituire un ufficio che si rapporti costantemente alla realtà insulare e alle sue specifiche problematiche.
Sulla semplificazione istituzionale, che significa comune unico, sarebbe necessario finalmente passare dalle parole ai fatti, istituendo un comitato bipartisan con chi ci crede, per avviare le procedure di un referendum consultivo su una proposta di legge d’iniziativa popolare. C’è bisogno anche di cominciare a discutere sulle gestioni associate, previste dalla legge regionale ma oggi anche imposte da legge statale, per avviare un discorso serio fra comuni nell’ organizzazione di servizi e funzioni di rilevante importanza per la vita dei cittadini. Su questi e altri temi affini mi piacerebbe conoscere anche il parere di Bosi.
Danilo Alessi, Sindaco di Rio nell’Elba
|
SE PERIA E ALESSI PREFERISCONO L'APPARATO ALL'ELBA da tenews |
| di Roberto MARINI (presidente provinciale Udc) |
La vertenza Elba non sembra decollare, non sembra trovare la necessaria sensibilità delle forze politiche che dovrebbero avere la responsabilità di amministrare il territorio.Nel momento in cui sarebbe necessaria una riflessione seria e condivisa sul futuro possibile, si continua ognuno per la propria strada, proponendo questa o quell’altra ricetta salvifica. Il sindaco Peria, sindaco del Comune più grande, continua a giocare a gamba tesa alla ricerca di inutili primogeniture. Tutto, comunque, in perfetta sintonia con gli indirizzi di sistema; in sintonia con quello stesso sistema che niente ha dato all’Elba, mentre tanto ha contribuito allo sviluppo della costa continentale. Anche il sindaco di Rio Nell’Elba ha la sua ricetta, purtroppo, però, anch’egli sembra ben lontano dall’idea di un percorso serio e costruttivo. In questo modo non si fanno gli interessi dell’Isola, ma traspare piuttosto un ossequio ai dettami di apparato, si è vittime coscienti del morbo di subalternità. Una volontà eterodiretta, quindi, per garantire l’ attuazione di indirizzi regionali che nulla hanno a che vedere con le reali necessità di sviluppo del territorio. In questo scenario c’ è poi chi, vivacchiando, preferisce il silenzio, nella convinzione che, non calpestando i piedi ai “potenti”, si avrà qualche briciola in più per il proprio orto. Non è più il tempo di parlasi addosso o defilarsi, ma di sedersi attorno ad un tavolo per fissare i contenuti della “Vertenza Elba ”. Chi ha realmente intenzione di lavorare deve accettare la sfida, spogliandosi dai lacci e laccioli che ormai da troppo tempo condizionano il nostro sviluppo. E’ l’ora di puntare non solo a proposte di legge, ma, come elbani, dobbiamo puntare all’apertura di una conferenza Stato Regione sui problemi della nostra isola. Dobbiamo essere attori del nostro futuro e portare i progetti dello sviluppo. |
sabato 28 agosto 2010 - 12.15
venerdì 27 agosto 2010Le 8 idee, replica di Marini e nuovo intervento di Peria
DA ELBAREPORT

“Una certa idea dell’Elba”, per adoperare un termine calcistico, ha il merito di aver rimesso la palla al centro, di aver gettato le basi di un dibattito che potrà condurre ad una ripartenza, ad una nuova crescita sociale ed economica.
L’ Elba non più come un’isola “adoperata”, ma come terra viva e vitale, capace, con le proprie menti, di progettare il futuro dei propri figli. Un’isola, dunque, che non deve più subire passivamente, ma farsi parte attiva nel tracciare i percorsi che dovranno determinarne un nuovo sviluppo.
Purtroppo, persino nel giorno in cui anche il suo partito democratico elbano condivide scelte per il rilancio del sistema Elba, il sindaco Peria prosegue sul filone della demagogia. Con la promessa di sviluppo si cerca di nascondere un evidente immobilismo frutto di un allineamento ai dictat regionali.
Si arriva persino a voler condividere un percorso con i sostenitori “di un ambientalismo più intransigente”.
Anziché tornare ad essere veri Elbani, si preferisce continuare a confondersi tra le fila di “quelli più uguali degli altri” , tra le fila di coloro che, agli interessi della propria terra, antepongono gli interessi d’apparato .
Anziché parlare di sviluppo di qualità e propinare l’ennesima lista della spesa, sarebbe necessario ed improrogabile cominciare a garantire qualità a ciò abbiamo. E’ indubbio che il sindaco Peria, anziché pensare in grande, dovrebbe fare qualcosa, innanzitutto, per la città che pensa di amministrare, che anche nel periodo estivo è stata offerta ai turisti in modo inappropriato: erba dappertutto, anche nelle zone di maggior pregio; siamo arrivati a fine agosto e, nonostante le sollecitazioni dell’opposizione, non è ancora stata rifatta la segnaletica stradale: gli attraversamenti pedonali sono ad oggi invisibili. Mancanza di una minima organizzazione negli orari di apertura dei siti museali e delle fortezze Medicee – in pieno agosto si chiude alle venti! .
Non ultimo, ma evidente segnale di asservimento all’apparato, è l’aver permesso alla provincia di gestire il cantiere della “Gattaia” come se si trattasse di un lavoro fatto in una landa sconosciuta.
Solo grazie alle ripetute insistenze dell’opposizione, si è chiesto alla Provincia di rimediare ad un grave danno d’immagine alla città.
La lista potrebbe continuare, ma è preferibile fermarsi nella speranza che ci possano essere concreti ravvedimenti sulla via di damasco. Ravvedimenti più volte auspicati inutilmente.
Roberto Marini
La Replica di Peria
Ho letto alcuni riflessi di stampa dopo il mio intervento sull’urbanistica del futuro all’Elba. A chi mi ha accusato, rispetto alle otto idee proposte, di pensare in grande, ma di essere carente sul fronte dell’azione, rispondo nel merito delle critiche. Parto dalle idee e dalle azioni profuse per concretizzarle:
IDEA 1. “sostegno vero ai bisogni di prima casa dei residenti, soprattutto con alloggi sociali (PEEP, alloggi a canone concordato), bloccando la proliferazione di seconde e terze case”. Le norme relative sono in vigore fin dal 2007. Ad oggi hanno generato:
- un P.E.E.P. da 112 alloggi, suddivisi in più comparti, per i quali sussistono già le graduatorie finali di assegnazione;
- un P.E.E.P. da 36 alloggi, con il recupero delle Caserme di Albereto (come dire alloggi sociali e riuso del territorio) ed una riqualificazione con servizi (impianti sportivi, verde pubblico, parcheggi, scuola materna, baby stop) a vantaggio di tutta l’area residenziale di Albereto. Per questo P.E.E.P. sussiste la graduatoria provvisoria di assegnazione;
- alloggi sociali, nel numero di 12: il Comune ha partecipato, in associazione con altri Comuni Elbani, ad un bando regionale, ottenendo l’ammissione al finanziamento. L’intervento è in fase di attuazione;
- alloggi sociali a basso livello di assistenza nell’ex Casa di Riposo Traditi: i lavori sono stati conclusi. La struttura è pienamente operativa (ancora una volta riuso, a fine sociali). Le seconde case sono state bloccate;
IDEA 2. “riqualificazione sul fronte dei servizi delle strutture ricettive, per allungare la stagionalità”. Anche in questo caso le norme urbanistiche esistono e sono state introdotte con la variante normativa del 2009. Hanno generato nove pratiche edilizie conseguenti;
IDEA 3. “utilizzo diffuso ed obbligatorio di solare termico e fotovoltaico per i nuovi insediamenti o per gli ampliamenti ed obbligatorietà della bioarchitettura per qualsiasi nuova costruzione ricettiva, con forti incentivi per chi la utilizza per le prime case”. Anche in questo caso le norme sono vigenti dal 2007, sono state migliorate con la variante normativa del 2009 e lo saranno ulteriormente con la nuova variante al R.U.. A Portoferraio tutte le nuove prime case o gli ampliamenti significativi comportano obbligatoriamente l’uso delle rinnovabili e di metodiche per il risparmio dell’acqua;
IDEA 4. “rilancio dell’agricoltura dell’isola, anche e soprattutto per avere prodotti tipici ed a km. zero”. La normativa di supporto e di semplificazione burocratica per la realizzazione di nuove aziende agricole è del 2009. Nel frattempo sono nate diverse nuove aziende, qualcuna particolarmente significativa. Da diversi anni il Comune ha riaperto l’Enoteca delle Fortezze, gestita da Slow Food, per promuovere i prodotti a Km zero;
IDEA 5. “riuso dell’enorme patrimonio edilizio esistente e degradato, per limitare al massimo il consumo di nuovo suolo”. La maggior parte degli interventi previsti nel Regolamento Urbanistico vigente si ispirano a questa filosofia.
IDEA 6. “new deal per le infrastrutture ed i servizi pubblici, oggi troppo carenti”. Ho condotto una prima verifica di quanto costerebbe un servizio bus efficiente totalmente gratuito e credo che ce la caveremmo con meno di un milione di euro. Domando se sarebbe così assurdo prevedere un progetto speciale con Regione e Provincia. Per quel che riguarda la piattaforma logistica elbana, è un’idea così importante e rispetto alla quale abbiamo avuto così poca “solidarietà istituzionale”, che stiamo valutando di inserirla nel nuovo piano del porto;
IDEA 7. “creazione di un sistema della nautica di qualità, a basso impatto ambientale, per sostenere l’economia del mare”. E’ quello connesso alla variante al piano strutturale già adottata ed in fase conclusiva. Con l’assessore Marson e con l’assessore Nocchi, in questi mesi, ci siamo confrontati per farlo diventare un progetto pilota a livello toscano;
IDEA 8. “predisposizione di norme locali per la difesa della costa e per un uso razionale delle aree a mare, anche attraverso un esperimento pilota di zonizzazione, di regolamentazione, cioè, con apposite norme comunali, degli usi del mare, con l’individuazione di un sistema elbano di oasi marine e campi boe eco-compatibili, che proteggano le calette ed i tratti di costa più belli”. Le norme vigenti consentono già i campi boe eco-compatibili nelle calette più belle. Con le varianti aperte stiamo definendo tutto il sistema dell’accoglienza a mare, con anche nuove norme molto restrittive per la difesa dei valori paesaggistici della costa.
Tutto questo materiale è ovviamente a disposizione di chi vorrà usarlo.
All’amico Yuri Tiberto dico infine che, anche se non sono granchè come ballerino, sono bel lieto di ballare con lui su questi temi. Sulla depurazione, invece, se i Comuni non si muovono con adeguata incisività all’interno dell’ATO, la partita sarà durissima. Portoferraio ha impiegato tre anni, grazie anche alla collaborazione con ASA, per portare in fondo e trasformare in cantiere il progetto della messa a regime della depurazione comunale (circa otto milioni di euro).
Molto dura sarà anche sul comune unico, ma lì, sono convinto, la gente ci aiuterà.
Roberto Peria - Sindaco
|
CRISI E "GRANDE ELBA", INTESE E POLEMICHE FRA SINDACI DA TENEWS |
| FA DISCUTERE L'IDEA DI ISOLA DI FRANCESCO BOSI. IERI LE PRESENTAZIONI DEL LIBRO CON SETTE PRIMI CITTADINI, REGIONE, PARCO, APT, CATEGORIE E IMPRESE. SVILUPPO, AMBIENTE, CRESCITA DELLA POPOLAZIONE, PORTI, COMUNE UNICO: UNA GIORNATA DI SCONTRI E CONFRONTI PUBBLICI |
Una conferenza dei sindaci volante, a tratti una seduta di autocoscienza sulla crisi dell’Elba e le sue prospettive. Un’occasione rara comunque: c’erano sette sindaci su otto, i rappresentanti delle categorie economiche, l’Autorità portuale e il Parco, il responsabile locale dell’Asl e l’Apt, gli imprenditori, gli opinionisti, per ascoltare, condividere o criticare l’idea di Elba di Francesco Bosi. “Una certa idea dell’Elba” come il titolo del libro-intervista del sindaco di Rio Marina presentato ieri nel chiostro del centro De Laugier da Teletirreno e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Portoferraio, e poi in serata a Rio Marina, in piazza, per iniziativa della rivista di storia locale la Piaggia. Un’idea di “grande Elba”, che "deve crescere anche come popolazione": più porti turistici e commerciali, strade e collegamenti più efficienti. Un’Elba "più moderna" insomma - quella di cui parla Bosi - che non si rassegna a essere considerata “uno scoglio incontaminato” e a restare “sotto scacco” dei suoi “nemici”, ma anche - secondo l'autore - di un drappello chiassoso e velenoso di elbani che alimenta un clima di sospetti e rappresentazioni denigratorie come “l’Isola del cemento”, del “malaffare”, delle infiltrazioni e delle “speculazioni”. “L’Elba deve farsi sentire e farsi rispettare – ha detto Bosi – i sindaci devono essere uniti e aprire una vertenza con la Regione. Di proposte di legge in Parlamento sono pieni i cassetti – ha aggiunto commentando le varie iniziative legislative presentate e ancora mai discusse – bisogna battere i pugni sul tavolo perché è nella conferenza Stato-Regioni che si decide tutto”. Il vicepresidente del Consiglio regionale Giuliano Fedeli ha ammesso limiti e incomprensioni fra Elba e Regione, riconoscendo però errori da ambo le parti. E ha annunciato l’apertura di un “ufficio per l’Elba” a Firenze. A Rio Marina Bosi - col sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti e il direttore dell’Apt - ha anche ripercorso i risultati, gli obiettivi raggiunti e quelli in via di realizzazione (“non mi pento di nulla, mi dispiace solo non poter vedere da sindaco tutti i frutti del nostro lavoro per complicazioni burocratiche e iter infiniti). A Portoferraio - dopo gli interventi del presidente del premio Letterario Alberto Brandani, dell’ex vicedirettore della Nazione Antonio Lovascio e dell’intervistatore Alberto Giannoni – ha lasciato spazio ai colleghi. Il primo cittadino di Marciana Anna Bulgaresi, ringraziandolo, ha dichiaro il suo feeling per “l’idea di Elba di Bosi”, richiamando a un lavoro anche educativo sui cittadini di domani, e così il collega di Marciana Marina Andrea Ciumei, che ha rivendicato la condivisione di tante scelte e di tanti giudizi. Polemico il sindaco di Rio Elba: “Alcune cose le condivido – ha detto Danilo Alessi – molte altre no, e non vedo nella Regione un nemico dell’Elba, mentre Bosi sottovaluta molto le decisioni dei governi centrali, che hanno a tagliato e penalizzato l'Elba”. Critico Giovanni Fratini: “Giusto battersi contro la burocrazia eccessiva, basti pensare a come è cambiato l'iter per una variante. E va bene un'Elba più popolata, ma non credo che sia giusto un’ulteriore sviluppo di seconde case”. Anche Peria ha marcato alcune differenze: “La mia idea di Elba è diversa da quella di Bosi – ha detto il sindaco – ma sono contento di discuterne con lui che ha fatto a Rio Marina un lavoro apprezzato e disinteressato”. In serata Ruggero Barbetti ha dichiarato di condividere l’idea di un’Elba con 50mila abitanti. E ha parlato del Parco: “E’ fallito” ha detto l’ex commissario ricordando le grandi risorse sprecate nei primi anni, per esempio per l’acquisto del castello del Volterraio, la disattenzione dell’attuale presidente – il direttore fa anche da presidente – e la necessità di una protezione a mare diversa da quella immaginata da Tozzi. Da Barbetti, e dai sindaci di sinistra, è arrivato il richiamo alla proposta del Comune unico. Contraria la Bulgaresi. “Comune unico? – ha chiesto Bosi – prima dobbiamo chiarire per fare cosa. Se è per avere una voce forte che chieda il rispetto dei diritti degli isolani va bene. Se si dice ‘Comune unico’ perché non si sa che dire o per risparmiare due lire non mi interessa” ha ribadito. “Noi vogliamo una grande centrale fotovoltaica e non ce la fanno fare – ha rivendicato – abbiamo un Comune stretto fra i vincoli paesaggistici a mare e Parco a monte. Noi abbiamo fatto grandi lavori di recupero ambientale – ha concluso a Rio Marina – ma se poi mi chiedono: ‘sei sicuro che il nuovo porto non avrà un impatto ambientale?’ io rispondo che non lo so, penso che un impatto ce l’avrà, ma che a questo paese e alla sua gente il nuovo porto serve. Tutto qui”. |
mercoledì 25 agosto 2010 - 03.49
|
"IO HO UN'IDEA DIVERSA DI ELBA. VI SPIEGO QUAL E'" DA TENEWS |
| DECLINO E SVILUPPO DELL'ISOLA, NEL DIBATTITO APERTO DAL SINDACO BOSI INTERVIENE IL PRIMO CITTADINO DI RIO ELBA DANILO ALESSI: "BENE L'ANALISI SOCIOECONOMICA E L'INNOVAZIONE, MA NON CREDO AI ROBIN HOOD E ALL'AUMENTO DELLA POPOLAZIONE. VOGLIAMO IL COMUNE UNICO" |
Il grido d’allarme del sindaco di Rio Marina sul declino dell’Elba ha fatto e fa discutere. Il primo cittadino del Comune più vicino, Danilo Alessi sindaco di Rio Elba, ha proposto una visione diversa, anche alla presentazione del libro. Gli abbiamo chiesto di approfondirla, a lui che è un dirigente politico di Sinistra, Ecologia e Libertà, oltre che amministratore esperto. Questo è il suo contributo alla discussione.Allora Alessi, col suo libro Bosi fa appello tra l’altro ad un impegno unitario per evitare il declino dell’Isola. Sembra una proposta ragionevole, non le pare? “Fare riferimento a un progetto condiviso, come si può non essere d’accordo? Con me Bosi sfonda una porta aperta. Per anni, e ancora oggi, mi sono battuto e mi batto per questo obiettivo. Ma non basta declamarlo, occorre attuarlo con i fatti e con coerenza. Da questo punto di vista non mi pare che Bosi abbia tutte le carte in regola. Spero comunque che d’ora in poi lo faccia, precisando anche meglio a quali contenuti e interventi si riferisce, perché questo è il vero problema che il libro non affronta”. Cosa non condivide nell’analisi proposta in questo libro? “Diciamo che condivido alcune parti dell’analisi socioeconomica, lo stimolo al confronto che comunque il libro suscita e la necessità di fare sistema con il darsi una strategia unitaria - un Comune unico? - e alcune proposte su energie rinnovabili, rifiuti e depurazione delle acque”. Invece cosa non la convince? “Intanto c’è da dire che nel libro esce la rappresentazione di un’Elba che sembra vivere nel limbo, dove non si tiene conto di un assetto più globale all’interno del quale si colloca anche la crisi dell’industria turistica e quindi dell’economia dell’isola. Mi pare, inoltre, che nel libro ci sia un eccesso di autoreferenzialità e di municipalismo, un’autoreferenzialità tale che lo porta anche a delle appropriazioni indebite come quella di Ilario Zambelli, che è nato a Rio nell’Elba e non a Rio Marina, e anche per lo scrittore e giornalista elbano Oreste del Bono, di origini campesi e così via… Aspetti marginali, è vero, però indicativi di un modo di pensare che contraddice la tanto conclamata visione elbana”. E invece in merito ai contenuti politici, non crede che Bosi faccia un’analisi corretta della situazione elbana? “In linea generale, come ho detto all’inizio, condivido l’idea di fare sistema ma attivandosi con azioni concrete e prendendo parte ai tavoli comprensoriali. Nel libro emerge piuttosto un filo conduttore molto preoccupante e per alcuni aspetti grave e dannoso, quello cioè dell’Elba circondata e aggredita da tanti nemici: la sinistra rosso-verde, la Regione, poteri forti non meglio definiti, i sindaci camerieri, l’elite imprenditoriale e i turisti ricchi, i comuni della costa, una miriade di figure che operano per affondare l’isola e i suoi abitanti. Fra i nemici, però stranamente manca il governo e il potere centrale, di cui Bosi per anni ha fatto parte e che ancora lo vede svolgere un ruolo importante a livello parlamentare! Bosi si dimentica di citare i continui tagli del governo con le varie manovre finanziarie e la cancellazione delle agevolazioni sul gpl per le isole, la chiusura e il ridimensionamento di servizi importanti quali le Poste, il Tribunale, il Catasto, la scuola, i provvedimenti con cui si sono tolte risorse vitali per i comuni”. Ha detto di non credere a un sindaco Robin Hood degli elbani.. “Dubito che Bosi possa essere il Robin Hood degli elbani. Mi pare piuttosto un appello teso al vittimismo il suo, più che un modo per risvegliare l’orgoglio elbano! Un vittimismo deleterio che spesso fa da alibi alle nostre divisioni e alle nostre difficoltà progettuali e che fa di tutta un’erba un fascio, senza alcuna distinzione sulle reali responsabilità politiche e istituzionali. Io non intendo fare alcuno sconto alla Regione, alla quale occorre chiedere più attenzione e sensibilità ai nostri problemi, ma mi pare pretestuoso ed eccessivo ritenerla un nemico e causa dei nostri mali”. Non le pare di aver esagerato nel suo giudizio? “No, non credo, ma è difficile non rilevare contraddizioni fra chi fa appello all’unità e poi dice no all’Unione dei comuni, no al piano strutturale comprensoriale, no al Comune unico. Dal libro, tra l’altro, non emerge neppure una visione unitaria del versante minerario, considerato che si fa riferimento al potenziamento del porto, alla valorizzazione del patrimonio demaniale e ad un quadro di infrastrutture e servizi, sui quali non c’è stato alcun coinvolgimento con gli altri comuni ed in particolare con Rio Elba, che più di altri, per contiguità territoriale, ne è obiettivamente interessato. In sintesi, “una certa idea dell’Elba” quale sarebbe? Dal libro di Bosi emerge l’equazione sviluppo uguale cemento perché la costruzione di nuove case è presentata come elemento indispensabile per lo sviluppo. Sintomatico è il riferimento all’Isola di Madera, 250 mila abitanti su una superficie appena tre volte superiore alla nostra. In proporzione, scrive Bosi, da noi gli abitanti dovrebbero almeno raddoppiare. Un’Elba con 60 mila persone, ve la immaginate? E per di più collocati nel suo Comune, visto che negli ultimi anni è quello che ha costruito meno. Spero si tratti sono di una battuta perché altrimenti ci sarebbero seri motivi di preoccupazione per il futuro della nostra Isola. Quindi qual’ è invece il suo punto di vista? Cosa propone come alternativa? "L’economia dell’Elba è principalmente il turismo ed è partendo da qui che occorre creare condizioni di lavoro più stabile e diffuso attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, collegamenti più efficienti e meno costosi, il recupero e il rivitalizzazione dei centri storici, un’agricoltura di qualità, politiche della formazione e dell’accoglienza, investimenti nei servizi e nelle infrastrutture, attività produttive complementari e collegate all’industria turistica. Non più case, ma più lavoro e maggiore capacità competitiva per un rilancio dell’economia, una migliore qualità della vita e una equilibrata crescita della popolazione residente. C’è una legge presentata da tutti i gruppi che giace da tempo in Parlamento e che contiene elementi importanti a favore delle isole minori: vogliamo impegnare tutti i nostri parlamentari, a cominciare da Bosi, perché venga al più presto approvata e discussa? Perché non chiedere alla Regione di istituire un ufficio che si rapporti costantemente alla realtà insulare e alle sue specifiche problematiche?. E ancora questa benedetta semplificazione istituzionale…”. Voi ci credete davvero? E’ il Comune unico? “Sì, è il comune unico, vogliamo passare dalle parole ai fatti, istituendo un comitato bipartisan con chi ci crede, per avviare le procedure di un referendum consultivo su una proposta di legge d’iniziativa popolare? Sarà il caso di cominciare a discutere sulle gestioni associate, previste dalla legge regionale ma oggi anche imposte da legge statale, per avviare un discorso serio fra comuni nell’ organizzazione di servizi e funzioni di rilevante importanza per la vita dei cittadini? E dell’Unione che ne facciamo? E’ possibile che il piano strutturale debba essere limitato a soli quattro comuni? Ecco, su queste ed altre questioni, sulle quali si gioca la capacità di ripresa e il futuro dell’isola, avrei piacere di conoscere il pensiero di Bosi e di quanti, istituzioni, partiti, sindacati, categorie, hanno, come me, la responsabilità di fare quanto possibile per dare più fiducia a chi, soprattutto ai giovani, su questa terra intende vivere e lavorare”. |
venerdì 27 agosto 2010 - 11.57
| Foto 1: Danilo Alessi, sindaco e dirigente di Sel |
Ultimo aggiornamento (Lunedì 06 Settembre 2010 12:34)




Il pallino di Bosi, ormai l'hanno capito tutti, è quello di raddoppiare la popolazione residente. L'attuale “economia di scala”, come lui la definisce, non regge più e quindi, dinanzi alla crisi che incombe, occorrono non meglio precisate“iniziative straordinarie”.
La vertenza Elba non sembra decollare, non sembra trovare la necessaria sensibilità delle forze politiche che dovrebbero avere la responsabilità di amministrare il territorio.
Una conferenza dei sindaci volante, a tratti una seduta di autocoscienza sulla crisi dell’Elba e le sue prospettive. Un’occasione rara comunque: c’erano sette sindaci su otto, i rappresentanti delle categorie economiche, l’Autorità portuale e il Parco, il responsabile locale dell’Asl e l’Apt, gli imprenditori, gli opinionisti, per ascoltare, condividere o criticare l’idea di Elba di Francesco Bosi. “Una certa idea dell’Elba” come il titolo del libro-intervista del sindaco di Rio Marina presentato ieri nel chiostro del centro De Laugier da Teletirreno e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Portoferraio, e poi in serata a Rio Marina, in piazza, per iniziativa della rivista di storia locale la Piaggia.
Il grido d’allarme del sindaco di Rio Marina sul declino dell’Elba ha fatto e fa discutere. Il primo cittadino del Comune più vicino, Danilo Alessi sindaco di Rio Elba, ha proposto una visione diversa, anche alla presentazione del libro. Gli abbiamo chiesto di approfondirla, a lui che è un dirigente politico di Sinistra, Ecologia e Libertà, oltre che amministratore esperto. Questo è il suo contributo alla discussione.