Inserimenti dell'ultima ora
UNA RICHIESTA AFRICANA: SERVE UN'AMBULANZA...ANCHE VECCHIA
CLAUDIO AGOSTINI IN BURKINA CON SUOI AMICI ALLA MISSIONE SHALOM UN'AMBULANZA PER CHI NON CE L'HA..ADERITE INTANTO ABBIAMO ROTTO IL GHIACCIO...IL CIRCOLO PERTINI HA DATO UN CONTRIBUTO DI 200 EURO A L'ASSOCIAZIONE SHALOM
Abbiamo i preziosi diari di Claudio Agostini: ce li ha inviati dal Burkina Faso. Li abbiamo po' "purgati". (andate alla voce pace e cooperazione per vederli tutti ) e l'ex insegnante a l'Iti Leonardo da Vinci di Firenze lancia un appello per dare a gente davvero in crisi, un'ambulanza. Cerchiamola anche qui all'Elba...potrebbe accadere che qualcuno dismette un mezzo e lo vuole passare al Burkina...
9/10 – MULTATO - Per cominciare una multa !
UN'AMBULANZA DA OFFRIRE AL BURKINA ? Non capita di frequente vedere con gli occhi di un altro ciò che avviene in Africa. Oggi.
LA MACCHINA E' STATA TROVATA....ORA SERVONO CONTRIBUTI PER SHALOM PER SPEDIRLA IN AFRICA... Per contributi pro AMBULANZA SCRIVETECI O VERSATE ALL' IBAN Sulla C.R. S.Miniato Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 06 Settembre 2010 19:48) CHI HA UNA FOTO, DEL 1953, DI GRETA GARBO A PORTOFERRAIO SUL GLENTOR?![]() giovedì 24 giugno 2010
DA
ELBAREPORT
Alla ricerca della foto "perduta", di una Greta Garbo Elbana
La nave Glentor portò Greta Garbo all'Elba nel 1953, approdando a Portoferraio. Lo dice anche il Corriere elbano di quel tempo, allora curato da Leonida Foresi. Qualcuno ha una foto di quel momento che ritragga la diva sul panfilo? E' Patrizia Bartolini a fare la ricerca per arricchire i suoi cimeli, in seguito ad una grande passione per la diva. “La Garbo -dice la ricercatrice - fu un'attrice estremamente riservata sia nella vita privata che in quella pubblica, come si conviene ad una vera diva. L'attrice vendete il panfilo e dal 1960 al 1964 un nuovo proprietario la comprò, dopo opportune modifiche, dai cantiere navali Visentini di Rovigo”. Greta Garbo fu nella città medicea la prima domenica di agosto, scendendo dal suo panfilo bianco ormeggiato a Portoferraio nel 1953, e fece diverse tappe: Villa dei Mulini, il Garden Roof ristorante, Villa San Martino, prima di raggiungere Marciana per andare alla Madonna del Monte. Aveva interpretato la parte di Maria Walewska, l'amante polacca di Napoleone, in un film e quindi volle probabilmente vedere i luoghi napoleonici che aveva rappresentato sul set. Possibile che qualcuno abbia fotografato la diva mentre è o scende dalla sua imbarcazione? Ecco che la nostra Patrizia lancia l'appello per questa ricerca di una foto in qualche modo storica. “La Glentor fu una nave militare – conclude Bartolini- appartenente in origine alla Marina Militare Inglese ed era una corvetta che partecipò a qualche impresa di combattimento sembra addirittura , tra storia e leggenda, all'affondamento della Bismark. Dopo la proprietà della Garbo fu subito adibita al trasporto di passeggeri sul litorale adriatico, per poi finire ad essere adibita a nave per pesca d'altura a Porto Garibaldi ed infine essere definitivamente smantellata”. E quindi elbani o turisti, che per caso nel 1953 avete fatto uno scatto alla diva sul Glentor, fatevi avanti, segnalate alla redazione se avete tale immagine. CHI HA NOTIZIE IN PROPOSITO SCRIVA A Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (samb) Ultimo aggiornamento (Mercoledì 21 Luglio 2010 19:34) IL SENTIERO PER LUGLIO-AGOSTO...PER NON SUDARE...IL PERCORSO PER L'ESTATE DA FARSI (QUASI) SENZA SUDARE IN MEZZO AI PARADISI ELBANI DEL MARCIANESE
Vediamo come descrive la camminata Renato Giombini, già comandante de Corpo Forestale dello stato all'Elba. Il Circolo Pertini, grazie alla sua disponibilità e quella di Nello Tarea, esperto trekkers, progetta di creare una costante vigilanza sui sentieri, con escursioni come quella descritta ( ne abbiamo altre già fatte da inserire) affiancando volontariamente l'opera della Forestale, del personale dell'Unione dei Comuni e dei gruppi di volontari come la Protezione civile, il Wwf e altri.
Partenza da Marciana Marina ore 8, si raggiunge Marciana e si lascia l'auto al parcheggio pubblico gratuito alle ore 8,15. Si attraversa l'incantevole paese medievale, lato scuole medie, e uscendo dal borgo si prende il sentiero n. 3 che raggiunge la Madonna del Monte, ammirando le 14 cappelle della via Crucis ( vedi la descrizione di tutte le 14 stazioni in questo sito alla voce "ecologia andar per sentieri" al numero 9) e vediamo ripristinata l'ultima cappella che era stata distrutta dal crollo di un vecchio castagno, ad opera del Comune locale retto dal sindaco Anna Bulgaresi. Siamo quindi arrivati ai piedi degli scalini che salgono al Santuario.
il Santuario di cui si hanno le prime notizie scritte nel 1300 Una breve visita a tutto il luogo Sacro, veramente bello, l'interno della chiesa con presenti molti ex voto, la fonte che scorre perenne posta davanti all'ingresso del luogo religioso, poi castagni ultra secolari, varietà Marrone. Tempo di percorrenza fin qui mezz'ora. Poi si prosegue seguendo il segnavia del n° 3 e verso la località Serraventosa e ammiriamo un panorama suggestivo su S.Andrea - Cotoncello
passaggio a Serraventosa
In lontananza verso nord si ammira l'Isola di Capraia ma si nota bene, più a ovest anche la Corsica che mostra le vette delle sue montagne più altte, perennemente coperte di neve. Il sentiero n. 3 prosegue per un'altra mezz'ora e quando arrivate nell'Uviale del Bollero notate una madonnina affissa ad un castagno.
la Madonnina alla sorgente del Bollero a quota 560 m. Voi proseguite altri 100 metri e incontrerete il sentiero n. 27 sulla destra ( indicato) e prenderete questo per andare costantemente in discesa, e dopo un primo piccolo tratto, costeggerà il fosso che rimane sulla destra appunto l'Uviale di Patresi.
Lungo l'Uviale di Patresi sull'inizio troverete una bella macchia mediterranea poi vi troverete in un Castagneto da frutto ultra secolare e poi molte piante di leccio vuoi in forma ceduo vuoi un forma fustaia.
dopo la deviazione nel sentiero 27 si nota la rete idrica non interrata e infatti poco oltre ...
una zampillo......c'è una rottura nel tubo... acqua che va persa, come tutta quella che scende a valle dalle varie fonti che abbondano tra le pendici del monte Capanne
Il percorso è davvero gradevole nell'ombra del bosco e il sentiero è generalmente in buone condizioni anche se in qualche punto occorre aprire dei varchi per passare, visto il proliferare di maxi felci che sommergono tutto, come mostra la foto con Giombini "soffocato" dalle piante.
il camminamento di oltre un'ora nel verde accompagnati dall'ombra Dopo circa 1h e 30 di percorso ombroso, con vicino costantemte il ruscello e una vegetazione intonsa, vi troverete sulla strada provinciale n° 25 al ponte delle 4 arcate e andrete in salita verso il vicino paese di Patresi Mortaio che troverete dopo una curva.
l'arrivo sulla strada proviniciale, dopo poco il bus Atl
A circa 300 metri troverete la fermata del bus di linea dell'Atl (ore 10,53) che vi condurrà , per un ticket di 1 euro e 50 (se fate il biglietto prima, non a bordo, solo 1 euro) a Marciana alle 11, dove abbiamo ripreso l'auto che avevamo parcheggiato. Il tempo effettivo di percorrenza va sulle 2 h e 30 comprese piccole soste per fare qualche foto, bere un po' d'acua e per ammirate i panorami sull'Arcipelago Toscano. Dovete informarvi in precedenza sugli orari dei pullman, d'estate è abbastanza coperta la linea dei bus e ovviamnte il percorso è possibile anche nelle altre stagioni. Un'altra conferma di quanto sia bello e salutare l'andar per sentieri. Oltre a ciò un servizio di segnalazioni agli Enti competenti, se si trovano situazioni "anomale" . La perdita di acqua descritta è stata comunicata al sindaco di Marciana Anna Bulgaresi, molto sensibile alla questione ambientale, anche come insegnante. Renato Giombini
Ultimo aggiornamento (Venerdì 30 Luglio 2010 14:15) |
TORTURE PER PASSANNANTE ATTENTATORE DEL RE IMPRIGIONATO NELLA TORRE DI PORTOFERRAIO
PROGETTO MEMORIA
Creiamo un nuovo spazio all'interno del sito del circolo Pertini, dedicato al "Progetto memoria".Un piano culturale nato nella scuola locale per tentare, magari insieme ad altri enti, di creare un vero e proprio "Museo della memoria", o "Museo della gente", fatto di testimonianze di persone in grado di dare un contributo alla ricostruzione, in modo diretto, della storia locale di questi ultimi decenni. scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o all'indirizzo STEFANO BRAMANTI- CIRCOLO PERTINI VIALE ELBA 113 57037 PORTOFERRAIO
1879, PASSANNANTE ATTENTATORE DEL RE IMPRIGIONATO NELLA TORRE MEDICEA
(DALLA TESI DI PAOLA ROSSI NOSTRA SOCIA)
La relegazione a Portoferraio (31 marzo 1879 - 20 maggio 1889)
Le autorità politiche del luogo, il direttore e le guardie dello stabilimento carcerario di Portoferraio sono rimasti tutta la notte e tutto il giorno ad attendere il prigioniero così famoso. Passannante, finalmente, sbarca a Portoferraio il 31 marzo 1879 alle ore 20.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 21 Luglio 2010 19:36) NUOVO FORUM SUL TEMA DELLA SANITA' ELBANANUOVO FORUM SUL TEMA DELLA SANITA' ELBANA Tentiamo di nuovo di animare il dibattito sull'attualità, come vuole il nostro statuto (vedi in alto nella prima pagina del nostro sito, proprio la voce statuto e adesione) e quindi invitiamo a intervenire al forum creato al nostro indirizzo web (www.circolopertinielba.org) da Virginia Campidoglio. Esponete il proprio pensiero allo scopo di contribuire, con un confronto civile e democratico, all'individuazione di soluzioni valide a garantire un servizio di primaria importanza, in grado di dare risposte ai bisogni reali della gente. Una sanità del terzo millennio, che deve far fronte alle esigenze di un territorio insulare, per la tutela della vita e di ogni altro aspetto della salute psicofisica di ogni persona.
4.8.2010 da elbareport Il Comitato Elba Sanità sulla riunione del 30 luglio con Calamai e Scelza
Il Comitato Elba Sanità con alcuni suoi rappresentanti, Manola Balderi, Michele Rampini, Giovanni Talucci, era presente, in qualità di uditore, all’audizione della Commissione Sanità del Comune di Portoferraio del giorno 30 luglio, presente la Direttrice generale dell’Azienda usl 6 Dott.ssa Monica Calamai e il Direttore della Zona Elba Dott.Massimo Scelza. E’ stata la penultima tappa di un percorso conoscitivo, a cui anche il Comitato ha partecipato, programmato dal Consiglio e dell’Amministrazione Comunale di Portoferraio per avere a disposizione dati, esperienze, suggerimenti, piani aziendali, alla scopo di elaborare un progetto complessivo per la sanità elbana che potesse avere larga condivisione fra tutti gli attori del sistema sanitario locale da presentare e discutere all’ultimo incontro con l’Assessore regionale Dott.ssa Daniela Scaramuccia previsto per il 22 settembre. Possiamo dire e condividere che il motivo dominate che ha caratterizzato tutti gli interventi sia stata l’idea di dover coniugare la modernizzazione dell’ospedale dei Portoferraio che rimarrà sempre il principale distretto sanitario della nostra isola, con la riqualificazione e rafforzamento delle strutture territoriali. Per il Comitato, però, modernizzazione dovrà significare non solo collocare il nostro ospedale in un sistema di rete complessiva in tutto il territorio di competenza della Asl6, ma anche e soprattutto il miglioramento di tutte le prestazioni standard per patologie acute che fino ad ora sono state erogate dal nosocomio elbano, ottenibile con un numero idoneo di personale qualificato, con una ristrutturazione dei reparti che punti sulla qualità e non soltanto sulla mera quantità statistica delle prestazioni, con la drastica riduzione temporale delle liste di attesa per la diagnostica e facilitazioni tariffarie per i residenti che si devono spostare in strutture continentali, con un servizio di emergenza-urgenza adeguato sia nell’assistenza medica che nei tempi di erogazione proprio per la nostra condizione insulare, garantendo anche la continuità territoriale nei trasporti sanitari. La riqualificazione e rafforzamento delle strutture territoriali dovrà corrispondere non solo ad una manutenzione straordinaria delle strutture esistenti, ma anche ad un loro miglioramento funzionale dotandolo di competenze adeguate e, là dove è necessario per alcune esigenze emergenti, alla creazione di nuove. Dunque il cosi detto ospedale di comunità per i cronici, per la riabilitazione, per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, per la erogazione di cure palliative ed oncologiche, non dovrà essere solo un luogo geografico magari collocato presso l’ospedale, ma soprattutto una rete di interventi e servizi anche territoriali con strutture e mansioni dedicate. Vigileremo attentamente che, dove si siano evidenziati buoni propositi, questi si concretizzino realmente pur tenendo conto dei tempi tecnici necessari e saremo sempre presenti nel richiedere con forza gli interventi necessari nelle situazioni che presentano e presenteranno importanti criticità. Ovviamente tutto questo comporterà anche l’impiego di risorse economiche aggiuntive per cui non vorremmo che progetti di nuovi ospedali sul continente che sono altrettanto importanti per i territori interessati possano però drenare a nostro danno risorse che sono e purtroppo saranno sempre più limitate. Quello chi ci preoccupa in modo altrettanto significativo è il perdurare del disinteresse degli altri Consigli e Amministrazioni comunali isolani sulle problematiche di cui abbiamo trattato sopra in maniera sintetica, lasciando solo alle rare riunioni della Conferenza dei Sindaci sulla Sanità e al Comune di Portoferraio le iniziative per cercare di adeguare il nostro sistema sanitario alle esigenze che ci competono. E’ una assenza del tutto ingiustificata soprattutto nei confronti dei propri cittadini e dei bisogni che esprimono, e forse una sottovalutazione del loro importante ruolo di ultimi responsabili della salute pubblica e di attori nel dover approntare tutti quei servizi che sono anche di loro competenza per migliorare i servizi sanitari territoriali. Questo nostro appello non vuole essere un accusa fine a se stessa, ma piuttosto una sollecitazione perché ciascun Comune operi in questo importate settore della vita pubblica non solo come partecipe ad una conferenza di Sindaci, ma anche singolarmente per disporre di conoscenze e contributi anche critici tali da poter essere sempre propositivo in un contesto di unità di intenti nel governo di tutta l’isola d’Elba e per non essere ancora una volta, per così dire, separati in casa.
Comitato Elba-Sanità
martedì 27 luglio 2010
da elbareport Il Comitato Elba Sanità: Occorre un medico sulle ambulanze decentrate
Il Comitato Elba Sanità con questo scritto vuole affrontare ancora una volta la questione relativa all’assetto organizzativo dell’emergenza-urgenza sulla nostra Isola. E’ una problematica di “vitale” importanza nel senso stretto della parola. Infatti in alcuni casi può fare la differenza fra la vita e la morte di una persona. Attualmente i Punti di Emergenza Territoriale vengono garantiti nelle 24 ore a Portoferraio e nella stagione estiva nelle 12 ore a Marina di Campo e Porto Azzurro. Il versante occidentale, però, sembra essere sicuramente quello più critico sia per la sua conformazione orografica ed estensione territoriale che per la sua rete stradale. Le ambulanze delle Associazione di volontariato che assicurano il soccorso e il trasporto in quelle zone, soprattutto in estate, impiegano più dei fatidici 20 minuti ( già troppi!) per raggiungere il luogo da dove proviene la chiamata e trasportare il paziente alla piazzola destinata al rendez-vous con l’ ambulanza fornita di medico a bordo per le prime cure del caso. Il successivo trasporto al Pronto Soccorso dell’ospedale comporta altro lasso di tempo, così che qualsiasi intervento che necessiti di un soccorso medico immediato implica una durata tale che può fare la differenza fra la vita e la morte di una persona. Abbiamo già richiesto in altre occasioni che i Punti di Emergenza Territoriale previsti per la stagione estiva lo siano per tutto l’anno e nelle 24 ore, ritenendo che il semplice calcolo del numero degli interventi nell’arco dell’anno sia del tutto improprio per decidere se garantire o meno il servizio; sarebbe sufficiente un solo intervento finalizzato alla salvezza della vita di un nostro cittadino ospite o residente, per giustificarne l’esistenza. Per questo appoggiamo con forza la richiesta di Associazioni di volontariato poste in centri strategici del nostro versante occidentale come Marciana o Marciana Marina di avere la presenza di un medico sulle loro ambulanze. Qualora la difficoltà sia anche quella di reperire personale medico specializzato, disposto ad operare anche temporaneamente all’Elba, riteniamo sia necessario e doveroso assegnare loro sia incentivi economici, sia una logistica decorosa. Ci opporremo sempre, quindi, a qualsiasi programmazione sanitaria che attribuisca alla vita umana una valutazione di carattere numerico in base alla quale decidere se approntare o meno un adeguato servizio di emergenza-urgenza.
Il Comitato Elba Sanità
10.7.2010 sabato 10 luglio 2010
Suggerimenti del Comitato Elba Sanità per migliorare il servizio 118
da elbareport Il Comitato Elba Sanità con questo scritto vuole affrontare alcune delle problematiche riguardanti il servizio del 118. Prima di tutto approfittiamo di questa occasione per ringraziare tutte le Associazioni di Volontariato distribuite nei centri abitati delle nostra isola per l’impegno che spendono quotidianamente attraverso i loro volontari per assicurare a tutti i cittadini e a tutti i nostri ospiti un pronto e rapido intervento delle ambulanze, nonché i Medici di primo soccorso che spesso offrono la loro opera in condizioni logistiche disagiate o che assicurano la loro presenza con prestazioni volontarie, ma che purtroppo sono disponibili solo in periodi limitati dell’anno. La prima difficoltà che si pone al servizio di primo intervento è quella relativa a problemi di comunicazione che alle volte si verificano tra la prima ambulanza che ha raccolto il paziente e l’ambulanza medica, se necessaria, più vicina al Pronto Soccorso dell’Ospedale, con cui effettuare il rendez-vous. La seconda difficoltà da evidenziare è quella che si verifica talvolta quando l’indicazione del luogo di destinazione da parte della centrale operativa di Livorno che riceve la prima chiamata poi trasmessa alla Pubblica Assistenza di turno, sia alquanto approssimativa per poca conoscenza dei luoghi o addirittura non corrisponda alla realtà, con la conseguenza di allertare centri di assistenza a volte più lontani o di ritardare ancora di più l’intervento nella ricerca affannosa dell’indirizzo giusto da parte dei soccorritori. Per ovviare alla prima problematica si può suggerire di dotare le varie ambulanze di apparecchi VHS qualora si verifichi per i cellulari la così detta di mancanza di “campo”. Per la seconda difficoltà sarebbe necessario che, quanto meno nei mesi estivi, nel periodo di maggior traffico telefonico, sia attivata una centrale operativa anche all’Elba con operatori che conoscano bene il nostro territorio e che siano autorizzati a richiedere, salvaguardando sempre le ragioni della privacy, i numeri telefonici dei privati da segnalare ai soccorritori. I su accennati rendez-vous fra le ambulanze, si effettuano, per evidenti motivi di sicurezza e praticità logistica, sempre negli stessi luoghi, le così dette “piazzole”; nella stagione invernale con persistenza di freddo, vento o pioggia il trasbordo del paziente diventa complicato nonché ulteriormente pericoloso per la sua già precaria integrità fisica. Chiediamo per questo che siano approntate in tali luoghi d’elezione delle strutture ad hoc così da rendere più facile l’ operazione di trasbordo e soprattutto per offrire maggiore protezione alla persona soccorsa. Durante la stagione turistica si sono verificati dei casi in cui i soccorritori del 118 hanno dovuto superare dei notevoli ostacoli per raggiungere abitazioni o luoghi alquanto impervi che sarebbero stati più facilmente raggiungibili via mare; suggeriamo per questo che in alcune nostre zone particolari ed in alcuni periodi dell’anno possano essere approntati dei mezzi di soccorso marittimi anche con medico a bordo per ovviare a tali situazioni estreme, ma che purtroppo si sono già verificate. Auspichiamo inoltre che tutte le Assistenze siano dotate di defibrillatori semi automatici, apparecchi che richiedono solo una semplice conoscenza della loro operatività, ma che sono fondamentali in tutti quei casi in cui la rapidità di intervento è essenziale per salvare la vita di una persona I Punti di Emergenza Territoriali( i P.E.T.), deputati a svolgere operazioni di soccorso immediato, d’inverno sono presenti a Portoferraio solo durante le ore diurne; d’estate nel capoluogo elbano anche di notte, mentre a Porto Azzurro e Marina di Campo solo di giorno per poter coprire i due versanti occidentale e orientale Riteniamo opportuno che la copertura di questi interventi debba essere assicurata nei due versanti durante tutto l’anno sia di giorno che di notte. Pare che tale insufficienza venga spesso giustificata con l’endemica mancanza di personale medico ed infermieristico specializzato. All’obiezione rispondiamo che il personale sarebbe disponibile se venisse incoraggiato da incentivi economici tali da poter affrontare serenamente il disagio di abitare in un territorio insulare e venissero approntate da chi ne è responsabile condizioni logistiche quantomeno dignitose. Per queste nostre istanze sollecitiamo le Amministrazioni locali, la Direzione Asl 6 nei suoi diversi livelli, la Direzione del 118, la Regione Toscana perché si attivino per approntare responsabilmente tutte misure necessarie. Ultima, ma sicuramente la più importante, è la questione relativa alla necessità di ottenere a beneficio di tutte le Assistenze il traghettamento dei loro mezzi per il trasporto urgente e non da parte di tutti i Vettori marittimi che effettuano il servizio nella tratta Portoferraio – Piombino . Questo non può essere lasciato all’occasionalità o alla disponibilità del Comandante del mezzo di turno. Ci viene segnalato, infatti, che il trasporto può essere negato dal Comandante dell’Unità navale adducendo motivi di sicurezza per mal levarsi da qualsiasi possibile responsabilità. Non vogliamo di certo entrare nel merito di una decisione presa in ottemperanza ad una normativa del codice della navigazione che attribuisce a ciascun Comandante piena capacità decisionale, ma, essendo questa una questione che investe quasi tutte le piccole isole italiane, invitiamo tutti i politici che ci rappresentano a livello locale e nazionale, a sollecitare e a proporre un emendamento legislativo al codice della navigazione per cui, in presenza di necessità ed urgenza, ferma la garanzia dei minimi livelli di sicurezza ben codificati, il Comandante della nave debba comunque consentire il trasporto del veicolo sanitario.
Il Comitato Elba Sanità
1.7.2010 da elbareport giovedì 01 luglio 2010
L'odissea di un infartuato elbano descritta dal Comitato Elba Sanità
23.6.2010 da tenews
da Manola riceviamo la segnalzione di un articolo apparso su Il Tirreno, eccolo L'odissea di un malato Ci sono volute nove ore per il trasferimento a Pisa PORTOFERRAIO. Un’odissea durata nove ore. Tanto il tempo necessario per un imprenditore elbano affetto da una malattia oncologica per raggiungere l’ospedale di Pisa. Un trasferimento, deciso dai medici del pronto soccorso elbano, che si era reso necessario a causa di complicazioni. Ma non tutte le combinazioni hanno funzionato nel modo giusto. Tutto inizia nel primo pomeriggio di ieri quando l’uomo, che da qualche giorno non si sentiva bene, si presenta al pronto soccorso. Sono da poco passate le 14 quando inizia l’odissea. Dopo alcuni accertamenti e la consulenza del reparto di oncologia, viene deciso il trasferimento dell’uomo in un reparto specializzato a Pisa: le condizioni dell’uomo non sono gravi ma non può essere assistito a dovere all’Elba per quella occlusione del catetere centrale che aveva bisogno di essere rapidamente sostituito per garantire l’alimentazione e le terapie al paziente. Dal momento dell’ingresso dell’uomo in ospedale sono passate cinque ore. Ma è solo l’inizio di una nuova lunga attesa. Perché l’ambulanza attivata dal 118 per il trasferimento a Pisa arriva in banchina a Portoferraio poco prima delle 20 ma non può imbarcarsi. Gli orari della compagnia Toremar sono cambiati e alle 20, quando il paziente è pronto a partire, dai moli elbani parte solo un traghetto della Moby, non abilitato al trasporto di passeggeri in garage. E così l’imprenditore accompagnato dai familiari e da un infermiere ha dovuto attendere l’ultimo traghetto in partenza di Toremar alle 21 e ha raggiunto l’ospedale di Pisa alle 23,30.
Comitato Elba Sanità:"A Livorno non c'è la V.A.C Teraphy"
DA ELBAREPORT
5.2010 Come ha già dichiarato pubblicamente, il Comitato Elba Sanità si pone come scopo generale il sostanziale miglioramento del servizio sanitario all’Isola d’Elba. Per ottenerlo si propone in primo luogo tre obiettivi particolari : l’istituzione nell’ospedale di Portoferraio di un reparto di urgenza- emergenza soprattutto nel caso i cui non possa intervenire tempestivamente l’elisoccorso per maltempo o nelle ore notturne, dotare l’ospedale di una macchina per la risonanza magnetica o comunque aprire per i residenti percorsi preferenziali con riduzione notevole dei costi per la diagnostica e la terapia specialistica, esigere che l’attuale ristrutturazione dei reparti non danneggi la qualità delle prestazioni. Per il Comitato è essenziale coinvolgere nella sua battaglia l’opinione pubblica; solo il consenso di tanti cittadini può darci la forza necessaria per raggiungere risultati concreti. Per questo il Comitato si propone anche di mettersi a disposizione come cassa di risonanza per tutte quelle difficoltà che purtroppo investono tante persone che hanno necessità di usufruire dei servizi sanitari, senza invadere ovviamente ruoli che sono propri di altre associazioni, enti, istituzioni, nella convinzione che ogni caso personale possa perfettamente connettersi con le problematiche generali che stiamo affrontando. Ci è pervenuto un appello di una persona di una certa età che si deve sottoporre come unica cura possibile, dopo anni di altri inutili tentativi, alla innovativa e relativamente recente V.A.C. Teraphy, una metodica per la guarigione di ulcere complicate molto efficace, ma dal costo insostenibile per un privato, tanto più se pensionato e con un reddito limitato. Tale terapia non è riconosciuta per la provincia di Livorno, mentre lo è per l’ASL 10 di Firenze e per la provincia di Massa e Carrara. Abbiamo riaffermato in un nostro recente intervento che una delle caratteristiche essenziali di un buon servizio sanitario è quello della uniformità delle prestazioni tanto più nello stesso territorio regionale dove opera un unico governo della sanità. L’esempio su riportato è una palese dimostrazione che viceversa in alcuni casi in Toscana ciò non si verifica, tanto più nel nostro territorio insulare. Ci appelliamo dunque a chi ha la responsabilità di una simile situazione di impegnarsi affinchè consenta pari accesso alla V.A.C. Teraphy, non solo a quel cittadino toscano che lamenta tale inaccettabile lacuna, ma a tutti coloro che hanno indistintamente necessità di quell’intervento terapeutico divenuto ormai risolutivo e di estesa applicazione. Il Comitato Elba Sanità
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giovedì 27 maggio 2010 A VOI LA PAROLA
![]() Ultimo aggiornamento (Sabato 21 Agosto 2010 20:56) |
















Durerà due ore, dalle 12 alle 14, la protesta che il Fials – il sindacato autonomo della sanità – metterà in atto oggi presso l’ospedale di Portoferraio. Gli autonomi sembrano molto decisinelle loro argomentazioni, riassunte in un volantino che contesta ‘la manovra punitiva del Governo’ e ‘gli Enti inutili voluti dalla Regione Toscana come le Società della Salute’, ma va anche ‘contro le scelte sbagliate della ASL 6’, identificandole nel ‘taglio del personale e perdita dei diritti dei lavoratori’ e nella ‘riduzione dei servizi ospedalieri e territoriali ai cittadini’.
Raccolgo la proposta emersa dalla 4a Commissione Consiliare (sanità-politiche sociali) di organizzare una seduta aperta del Consiglio comunale sulla sanità. Si tratta di una proposta che condivido e che è in linea con la funzione di rappresentanza della comunità e di tutela dei suoi interessi.