PRESA DIPOSIZIONE DI FRANGIONI (ESA) CHE LIQUIDA IL PARCO PERCHE' NON UTILE, A SUO MODO DI VEDERE, SE NON CREA SVILUPPO LOCALE. C'E' DA CREDERE IN UN INTENSO DIBATTITO NEI PROSSIMI GIORNI...MA LO SVILUPPO LOCALE NON DOVREBBE VENIRE IN PRIMIS DAGLI 8 COMUNI ISOLANI, DAGLI ENTI PROVINCIALI E REGIONALI?

 

CHI VUOLE INTERVENIRE SUL TEMA PUO' SCRIVERE A

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

FRANGIONI: IL PARCO NAZIONALE COSI’ NON SERVE

DA TENEWS

IL PNAT, 14 ANNI FA LA BATTAGLIA PER L'ISTITUZIONE. DUE ANNI FA L'ULTIMA PREVISIONE AZZECCATA. OGGI L'ANALISI IMPIETOSA DELLA REALTA': "SERVE LO SVILUPPO, IL COMPITO PRINCIPALE NON E' LA TUTELA, QUELLA SI PUO' FARE ANCHE SENZA ENTE. E COMUNQUE LA PROTEZIONE AMBIENTALE DOV'E'?"
“Il Parco così non serve più”. Non ci sono artifici in politichese, il messaggio di Giovanni Frangioni è chiaro. Ed è un messaggio storico, dato che arriva dalla parte di chi, ormai diversi anni fa, per l’istituzione del Parco si è battuto, eccome.
A Frangioni in realtà il quadro è chiaro da tempo, tanto che due anni fa sul settimanale Lisola scrisse un lungo intervento da dirigente del Pd. Una riflessione e un bilancio su questo ente che in sostanza non aveva svolto le azioni significative annunciate e auspicate. Oggi la situazione è la stessa, a conferma delle considerazioni che Frangioni fece allora.

Frangioni, cosa disse allora e a che punto siamo oggi?

“Era già chiaro, a quel tempo, che i parchi in Italia, e non solo quello dell’Arcipelago toscano, non erano ascoltati da questo Paese e quindi esistevano già problemi di risorse, di significativi tagli, che non sono partiti da quest’anno ma vengono da molto più lontano. Parchi non ascoltati anche dal punto di vista del rapporto con il governo centrale e con le regioni. Già a quel tempo era difficile e purtroppo oggi si sta concretizzando”.

I nodi sono venuti al pettine?

“Un Parco senza risorse disponibili è in grave difficoltà. Alla fine nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano rimangono i vincoli, mentre le opportunità stanno svanendo, e gli obbiettivi che ci eravamo dati tutti, quasi 14 anni fa, se non erro, sono state, anno per anno, disattese. A quel tempo avevo fatto una riflessione sul fatto che, se lo Stato individua i territori destinati a parco e poi non dà l’opportunità di valorizzarli, dia la possibilità ai territori di rimettere in discussione l’istituzione stessa del Parco. Servirebbe anche una discussione sulla 394 perché è una legge vecchia di 19 anni. Un parco, come qualcuno sostiene, che come compito principale ha quello di preservare la natura, non mi trova d’accordo, perché ci sono articoli in cui si parla di sviluppo economico e sociale. Chi comunque pensa che debba essere solo protezione della natura intanto indichi e dica i risultati che in questi anni ha prodotto quella protezione. Ad oggi, a me e a tutti credo siano sconosciuti”.

Dunque senza risorse e attenzioni delle istituzioni sovraordinate il Parco non ha senso?

“In questi anni ho visto anche la richiesta forte e significativa di ridurre i perimetri, quindi se mettiamo insieme tutte queste cose il Parco nazionale non serve più”.

E alla luce di tutto questo previsione si sente di fare su questo Parco?

“Ovviamente la cosa da fare è un’analisi. I parchi devono non solo sopravvivere ma essere elemento di valorizzazione, di sviluppo, di consolidamento, soprattutto in un’area come la nostra di grande valore. Ritengo che il Parco Nazionale debba andare oltre i suoi compiti. In questi anni si è estraniato da quelle che sono i fenomeni, le criticità. Poteva, invece, dare un contributo ad esempio sulla politica di rifiuti, dei trasporti, sull’urbanistica e su tutto quello che rappresenta una comunità. E’ un po’anacronistico pensare che non interessi tutto quello che è fuori dell’area protetta”.

E’ da tanto tempo che viene suggerita la revisione della 394, ma non è mai stata fatta? Qual’è la molla che oggi dovrebbe fare invertire un tendenza che si è protratta in questi 14 anni?

“Io auspico una diversa intenzione del Governo centrale e della regione Toscana. Urge fare il punto della situazione. Cosi non serve, perché la protezione della natura, pura e semplice e la conservazione si possono attuare anche senza i parchi nazionali. Se l’idea è solo questa si può fare anche con altre norme, che già sono nella nostra legislazione”.

 

  martedì 17 agosto 2010 - 13.12

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

Questo sito utilizza cookie utili a migliorare la consultazione delle nostre offerte.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.