NAVI E PETROLIO, E' L'ORA DELL'AREA MARINA PROTETTA

TENEWS

di Giuseppe TANELLI (già presidente del Pnat - Università di Firenze)
Si legge che sono all’ esame del Ministero per lo Sviluppo Economico e del Ministero dell’ Ambiente, il rilascio di permessi di ricerca per idrocarburi in varie arie marine italiane, ivi compreso il mare dell’ Arcipelago Toscano, a sud dell’ Elba, in prossimità di Pianosa, Montecristo e Giglio.

Ai margini del Parco Nazionale e in Pieno santuario Internazionale dei Cetacei. Viviamo il disastro ecologico ed economico causato dal pozzo petrolifero della BP nel mare della Louisiana. Abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini dei pellicani agonizzanti coperti di catrame. Una realtà che non può non riportarci alla gabbianella di Sepulveda, alla foce del fiume Elba e al bisogno impellente di andare “oltre il petrolio”. Quello della BP era un pozzo che usava tecnologie e materiali d’ avanguardia. Dichiarato di massima sicurezza.Era un pozzo gestito da una società, la quale pubblicizzava la sua volontà di andare “ oltre il petrolio”. Non più BP per British Petroleum, ma BP per Beyond Petroleum. L’ Italia importa attorno al 95 % del suo fabbisogno petrolifero. Facile che in queste condizioni possano prendersi delle decisioni ad alto rischio ambientale, magari ammantate di royalties indennizzi vari, assicurazioni tecnologiche ed impegni ecologici. Anche se, pensare di trivellare il fondo dell’Arcipelago fino a 3500 metri per trovare consistenti giacimenti di gas e petrolio nei “calcari mesozoici”, urta contro qualunque ragionevole modellizzazione geologica e ipotizzare giacimenti nei sedimenti più recenti “ post-orogenici” resta una pura esercitazione nel campo delle “risorse speculative”.

Non credo proprio che vedremo nell’Arcipelago piattaforme off-shore di estrazione, ma nonostante ciò e forse a maggiore ragione, appaiono assurdi gli interventi esplorativi ipotizzati. L’assessore Anna Rita Bramerini ha già fatto sentire il suo chiaro “No”. Anche se le competenze amministrative sul mare sono dello Stato, l’ assessore all’ Ambiente della Regione Toscana è una donna che possiede la sensibilità culturale e le capacità politiche-amministrative per rendere molto difficile l’ operazione petrolio.

Il sindaco di Portoferraio Roberto Peria ha bollato come assurda l’ ipotesi di vedere delle trivelle bucare il fondo marino dell’Arcipelago. Mario Tozzi, Presidente del Parco Nazionale, ha espresso la sua netta contrarietà. La zona interessata dalle ricerche è fuori dal Parco, ma resta pur sempre entro il Santuario Internazionale dei Cetacei, e non è mai troppo tardi per pretendere nei fatti le azioni di contrasto che motivarono l’istituzione di questa mitica area marina protetta da parte di Italia, francia e Principato di Monaco

In questi giorni si è positivamente risolto il problema dei tralicci elettrici nella baia di Portoferraio, grazie a civili manifestazioni di dissenso, dialogo buon senso e codice etico di Terna.. La “ speranza attiva”, fortemente alimentata dall’ informazione e dall’ impegno dei media, ha aiutato molto l’Elba. La stessa “speranza attiva” saprà aiutare anche il mare e l’ economia dell’Arcipelago Toscano, affinché la procedura di valutazione di impatto ambientale giacente da due anni presso il Ministero dell’ Ambiente si concluda in tempi brevi con un chiaro e netto diniego per le ipotizzate ricerche di idrocarburi. Nel contempo, rimanendo nel tema petrolio, si pianifichino incisivi interventi, sia per stroncare la barbarie degli sversamenti in mare dei reflui di lavaggio delle petroliere, sia per regolare entro precise rotte la loro navigazione. Come richiesto da tanti, dal Parco Nazionale, alle associazioni ambientaliste e produttive, fino alla recente delibera del Comune di Campo nell’Elba, deve essere interdetta la navigazione delle petroliere nelle aree sensibili del Grande Mare Toscano.

 

  lunedì 21 giugno 2010 - 16.30

Foto 1: Montecristo

CIRCOLO CULTURALE SANDRO PERTINI dell’isola d’Elba Presidente onoraria Diomira Pertini

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